Il buon senso che non c’è…

Il buon senso che non c'è

DSC_1471La strada provinciale chiusa per lavori ha portato inevitabilmente il traffico diretto verso Taverna sulle interpoderali nell’interno della frazione San Nicola (Tommarinaro, Stragola, Acquafredda, Insidia); a questo si aggiunga il traffico diretto verso Lattarico per via dell’altra strada provinciale impraticabile che porta a San Benedetto Ullano. Il buon senso avrebbe voluto che tali stradine, già pericolose per la dimensione limitata della carreggiata, fossero tenute intanto pulite dalle erbacce, arbusti e quant’altro ne impedisce la visuale, ma poi con una manutenzione accurata delle cunette, dei tombini per la raccolta delle acque e del manto stradale con la sistemazione delle buche. Buon senso, non altro. Non dico programmazione per ammodernamento, ma semplice buon senso.

DSC_1437Automobilisti a parte che trovano una buca in più ad ogni passaggio, la rabbia dei residenti si tocca con mano anche solo ad incrociarne gli sguardi. Non sanno più cosa fare per ottenere quello che è un loro sacrosanto diritto per il quale -affermano con delusione, oltre che con rabbia- pagano i tributi dovuti.
Buon senso. Così come si trovano i soldi per asfaltare in occasione del passaggio del Giro d’Italia, così occorre sforzarsi per trovare i soldi per appianare, quantomeno, le numerose buche che alle prossime piogge impediranno completamente il passaggio delle auto, e per completare il tratto interessato dalla frana con le cunette e l’asfalto. Che si rinunci a qualcosa di più futile, per quanto le richieste possano essere pressanti in ogni settore, ma che si provveda a mettere in sicurezza le strade ridando dignità ai residenti.
Allo stato attuale -che peggiora di giorno in giorno-, auspicare l’intervento rapido di un’ambulanza per un malore improvviso è pura fantascienza, soprattutto se l’urgenza è massima e in quel momento dovesse pure piovere. Buon senso. E’ sempre buon senso che ci vuole.
Qualcuno parlerà di campagna elettorale, ma non importa, ormai qualsiasi protesta viene intesa come tale: magari proprio in nome della campagna elettorale si otterrà il risultato, e che ben venga! Quel che è certo, è che i Cittadini di quelle zone (ma non solo di quelle zone) sono indignati e arrabbiati con tanto di ragione, e sono pronti a molto di più che chiamare la stampa per dare sfogo alle proteste.
Buon senso. La politica, a tutti i livelli, DEVE saper leggere il grado di disperazione della gente se vuole dimostrare di essere “per la gente” e non per se stessa.
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