Raccolta differenziata: diritto o dovere?

La raccolta differenziata dei rifiuti è certamente un dovere morale per ciascun cittadino, ancor prima di un obbligo che prevede anche sanzioni pecuniarie per chi “sbaglia” sacchetto o non conferisce negli orari stabiliti dal regolamento.
Per quanto attiene ai possibili “errori” di selezione dei rifiuti -involontari o di “indisciplina”-  sarebbe opportuno riflettere su come si sia arrivati alla differenziata e su come non si sia fatta un’adeguata campagna di sensibilizzazione per spiegare il perché -innanzitutto- e il come vada fatta, nonché il come viene poi trattata nelle fasi successive. A questo aggiungo che, non essendo stati messi i microchip sui contenitori e considerato che l’accesso ispettivo al sacchetto -che non può essere trasparente (parlo soprattutto di quelli del secco residuo)- è delicato per via della Legge sulla Privacy, risulta difficile stabilire chi abbia realmente commesso l’eventuale “errore”, e quindi elevare la contravvenzione.
Circa il rispetto della Legge sulla Privacy ci sarebbe anche da obiettare per quegli orribili “bidoni” nei quali vanno depositati i pannolini e i pannoloni -a dire il vero- perché espongono i soggetti che ne fanno uso ad una tacita ammissione di uno stato di salute (parlo, ovviamente, per i pannoloni), motivo in più per rendere poco condivisibile la scelta di eliminare i bidoni classici del secco residuo sostituendoli con quelli piccoli con catene e lucchetti…
Sulla gestione del servizio, invece, da obiettare ci sarebbe davvero tanto, a cominciare dalle tariffe comunali che sono lievitate vertiginosamente anziché ridursi come sarebbe stato più ovvio. Ma a questo particolare non poco rilevante si aggiungono anche una serie di “pecche” che non passano inosservate a tutti i Cittadini (ovviamente parlo del mio comune, in questo caso): L’orario di conferimento è “entro le 8:00”, ma la raccolta inizia già prima e molte volte non c’è un secondo passaggio dopo quell’ora e i contenitori restano pieni; la mattina dei giorni feriali, con la raccolta proprio a quell’ora lungo la via di accesso principale, si rallenta il traffico creando file lunghissime di insegnanti che arrivano in ritardo a scuola, di impiegati che arrivano tardi negli uffici, di gente che arriva tardi agli appuntamenti per visite mediche: non sarebbe meglio spostare l’ora del ritiro? I sacchetti dell’umido e del secco residuo sono stati dati in kit la prima volta: e poi? Qual è il motivo per il quale dovrebbe comprarli il Cittadino -oltre che per il suo senso civico con cui comunque già li acquista- visto che il servizio viene pagato così profumatamente? L’indisponibilità a prelevare sul posto quantità abbastanza consistenti di carta buona e pulita (quintali) non mi sembra, poi, molto in linea con la cultura del riciclaggio.
E tornando all’argomento più in generale, su “Striscia la notizia” vediamo molto spesso servizi sulla raccolta dei rifiuti: “differenziata” ci resta solo fino al sacchetto del cittadino, poi viene tutta “impastata” in un unico compattatore e perciò, prima di “multare” il Cittadino, bisognerebbe controllare le ditte che fanno il ritiro e il compostaggio. Ma tant’è!

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