Nuovi profili e strette di mano: è tempo di elezioni!

Nuovi profili e strette di mano

Stando a letto da un paio di giorni, ho potuto osservare come si susseguano i nuovi profili facebook e le richieste di amicizia a raffica. Profili di persone normalmente “refrattarie” al web e ai Social Network, ma che nel giro di un paio di giorni hanno superato i mille contatti. Improvvisa scoperta del piacere di stare collegati con il mondo, con i parenti all’estero, o semplice casuale scoperta che gli smartphone possono collegarsi a Internet? Credo si tratti di ben altra cosa e lo dimostra il fatto che i contatti di questi nuovi profili sono tutti (o quasi) appartenenti allo stesso Comune di residenza e tutti di età superiore ai 18 anni, perciò tutti Cittadini elettrìci ed elettori per le prossime consultazioni elettorali. Già, i tempi cambiano e i politicanti si adeguano e si adattano all’evoluzione dei tempi.
Più le compagini elettorali vanno delineandosi, più questo fenomeno si acuisce cercando di captare più voti possibili per ottenere il risultato sperato. Mi chiedo se ci sia veramente questo “mercato” di voti sui Social, o se sia soltanto una pia illusione di tante pseudo “volpi” della vecchia politica che continuano a provarle tutte pur di restare aggrappate alle poltrone (o di riconquistarle).

Lusinghe e finte strette di mano (con o senza caffè al bar), e auto che ciclicamente, a ridosso delle competizioni elettorali, consumano i pneumatici e viaggiano con i finestrini abbassati per permettere agli occupanti di dispensare plateali gesti di saluto a chiunque si ritrovi sul percorso: basta uscire e osservare quello che accade intorno, e queste parole trovano immediato e disgustante fondamento.
E’ tutto legittimo, ci mancherebbe altro, quando si agisce alla luce del sole, senza fare male a nessuno, ma le metodologie utilizzate per proporsi alla gente talvolta -almeno per me- risultano essere veramente vomitevoli. Perché oggi (e solo oggi) dovresti offrirmi il caffè? Perché oggi e non ieri mi stai stringendo la mano? Perché oggi e non durante tutto l’anno, e l’anno precedente e prima ancora, ti vedo gironzolarmi intorno (intendo dire a me così come a tante altre persone) e rivolgermi la parola con le scuse più banali?
Mi piace la gente che saluta 365 giorni all’anno, che ti stringe quotidianamente la mano, che ti abbraccia sempre e che ti sta vicina in ogni momento, bello o brutto che sia; mi piacciono quelle persone che non sono altezzose e che non si sentono “residenti” sempre un gradino più su del mio, ma che si confrontano con me alla pari, dimentiche del proprio ruolo istituzionale o della propria posizione sociale; mi piacciono quelle persone “genuine” che quando bussi alla loro porta mettono subito in tavola un bicchiere di vino e ti chiedono se vuoi onorarle della tua presenza pranzando con loro. Ecco, quelle sono le persone che mi piacciono, non gli opportunisti del momento e gli sfruttatori delle disgrazie altrui. La crisi, la mancanza di lavoro, le difficoltà a sopravvivere non possono essere la leva su cui fare forza per costruire la propria carriera politica. Non dimenticatelo, voi che aspirate a chiedere i nostri voti. Non venite a ricattarci o a prometterci ciò che non potrete darci mai, non venite a venderci illusioni in un momento in cui la nostra fragilità ci porterebbe a credervi. Ma -e soprattutto- non dimentichiamolo neppure noi quando verranno a chiederci i nostri voti. Le “favole” sono per i bambini: ricordiamoci di essere cresciuti da un pezzo.

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